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Testi tratti liberamente dalla Collana Puglia Rurale, Regione Puglia - Assessorato Agricoltura Foreste Caccia E Pesca - Ufficio Sviluppo Agricolo, Tipografia Romana SRL, Bari, 2001.


Diventata sede della nuova provincia BAT assieme alle città di Trani e Barletta, Andria è sicuramente uno dei comuni più popolosi della Regione. Posta a circa 151 m sul livello del mare gode di una favorevolissima posizione climatica, posta tra collina e mare.
Le prime ipotesi di nucleo urbano risalgono al I secolo d.C., ma tracce concrete riguardo all’urbanizzazione di Andria risalgono ai secoli VII e IX secolo, quando la Puglia e Andria stessa furono scelte come rifugio dai monaci bizantini per sfuggire alle persecuzioni dell’Imperatore d’Oriente. Numerose sono le tracce di tali rifugi, celle e chiesette scavate nel tufo, le cosiddette laure basiliane. Il nome di Andria compare per la prima volta però solo nel 915 su un atto notarile presso l’archivio metropolitano di Trani. Solo con l’arrivo di Pietro il Normanno, Andria venne elevata a “civitas” e venne circondata dalle mura divenendo città feudale. Dopo la dominazione normanna fu la volta di quella Sveva. La costruzione dell’Arco di S. Andrea ne testimonia la fedeltà della città al grande imperatore Federico II, che contribuì alla nascita di numerosi conventi, come quello di S. Maria Vetere e di S. Francesco. La città si trasformò radicalmente durante l’epoca federiciana divenendo un importante centro commerciale del grano e della lana.
Nella seconda metà del 1200 la città venne data in dote a Beatrice d’Angiò sposa del Conte Bertrardo del Balzo e ricordata in città come la donatrice della Sacra Spina che cingeva il capo di Cristo.
Dal 1552 al 1806 governarono la città i Carafa, discendenti diretti dei nobili Caracciolo. Agli inizi dell’ottocento il palazzo ducale residenza dei Carafa venne venduto ad un’altra nobile famiglia, Spagnoletti-Zeuli.
Completamente incendiata e distrutta dalle truppe francesi per la fedeltà dimostrata ai Borboni, e dopo lunghe difficoltà politiche ed economiche, soltanto nel 1867con la legge della confisca ai beni ecclesiastici, Andria vide una ripresa dell’attività contadina e artigianale. Durante lo stesso periodo sorsero in città splendidi palazzi signorili, come quelli dei Ceci, dei Ceci-Ginistrelli, quello dei Jannuzzi, dei Marchio e D’Urso. Sempre durante la fine dell’ottocento assieme agli splendidi palazzi signorili sorsero in città anche le prime banche:“la Banca d’Andria” e “il Piccolo Credito Andriese”.
La seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo ritrascinarono la città nella povertà e nel disordine. La nascita della Riforma Fondiaria, la costruzione della Ferrovia Bari Nord e le prime iniziative imprenditoriali, affiancate dalla continua espansione urbana, videro la città di Andria sempre più protagonista nello scenario regionale.




  • Beni architettonici

  • CASTEL DEL MONTE
    A circa 18 Km dalla città su una collina isolata, posto come una corona pronta a scrutare lo spazio infinito, il bellissimo ed enigmatico Castel del Monte. Per molti anni il Castello è stato considerato una semplice una struttura difensiva, probabilmente per la straordinaria vista sia del mare che della brulla pietraia della Murgia. Nel XI secolo, sulla stessa collina, prima che Federico II edificasse il Castello sorgevano una chiesa e un Monastero Benedettino dedicati a Santa Maria del Balneol. Solo di ritorno dalla sesta crociata l’Imperatore Svevo decise di erigere la straordinaria struttura ottagonale, probabilmente solo come simbolo di affermazione della sua potenza nel territorio circostante.
      
      
    Numerosi sono gli studi e le ipotesi fatte sul Castel del Monte ma di sicuro possiamo affermare che il castello è sicuramente il risultato di culture e tradizioni diverse, di influenze laiche e religiose, di una razionalità matematica e di una spiritualità sfrenata, il riflesso perfetto dell’eclettica personalità dell’Imperatore Federico II di Svevia. Non è un mistero, il fascino subito da Federico II in Terra Santa da parte della cultura ebraica ed islamica. A questo proposito molti studiosi sostengono che la particolare pianta ottagonale del castello sia stata realizzata ispirandosi realmente alla famosa Moschea di Omar a Gerusalemme. Il magnifico portale mostra numerosi elementi che rimandano all’arte romanica e gotica, insieme ad elementi che si ispirano all’esoterismo. Nel 1996 lo straordinario monumento è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

    LA CATTEDRALE
    Splendido il duomo della città, dove ancora oggi sono custodite le reliquie di San Riccardo, il Santo Patrono di Andria. Si tratta di un monumento costruito in più fasi storiche. La prima parte appartiene, sicuramente, ad uno stile gotico- barbaro e dunque precedente al resto della struttura che è riconducibile all’epoca normanna. Nel 1700 venne invasa da numerosi stucchi che avvolsero la splendida costruzione romanico-pugliese. Nel 1800 all’antica facciata venne sovrapposta una nuova facciata con sei ingressi sorretta da imponenti colonne, ancora oggi ben visibile. Durante i restauri condotti nel 1960-1965 vennero cancellati gli stucchi posti nel 700 e la cattedrale tornò al classico splendore romanico-pugliese. Sempre osservando l’esterno della cattedrale, si può osservare il maestoso campanile costruito su di una torre longobarda.
      
      
    All’interno due cappelle, l’una a destra, conserva ancora oggi la Sacra Spina della Corona di Cristo che in coincidenza del Venerdì Santo con l’Annunciazione (25 marzo) sembra miracolosamente sanguinare e l’altra, a sinistra, le reliquie di San Riccardo. Sempre all’interno del duomo si può accedere alla cripta, la prima chiesa di Andria risalente al secolo VII e VIII d.C. Alcuni studiosi ritengono che la stessa cripta sia in realtà un’antica basilica preromana. Lo stesso Federico II di Svevia la scelse per dare sepoltura alle sue mogli, Jolanda di Brienne e Isabella d’Inghilterra.
      

    CHIESA DI SANT'AGOSTINO
    Da pochi anni tornata al suo antico splendore dopo un lungo restauro, la chiesa di Sant’Agostino è sicuramente uno dei monumenti più enigmatici della città. Fu dedicata a San Leonardo, il protettore dei Cavalieri teutonici, ma nel 1387 fu intitolata a Sant’Agostino e conservata dai padri agostiniani, dopo la scomunica fatta all’Ordine del Tempio. Nella parte retrostante, dove attualmente risiede un mercatino rionale, è possibile scorgere un chiostro con un ampio colonnato che probabilmente faceva parte di un antico convento retrostante la chiesa e appartenuto ai templari stessi.
      
    E’ facilmente riconoscibile la vecchia struttura della chiesa, basti pensare che lateralmente sono ancora oggi ben visibili dei portali e delle finestre murate poste ad un livello più basso rispetto all’attuale costruzione. Magnifico il portale tardo gotico totalmente scolpito e ricco di simboli che riconducono ai vecchi “padroni” della chiesa. Al centro del portale, infatti, si può ammirare una lunetta che racchiude scolpiti in bassorilievo il Cristo fra S. Remigio e S. Leonardo. Sempre ai lati del portale sono ben visibili ancora i resti dei due leoni stilofori e, sul sagrato due colonne una di stile tipicamente toscano e l’altra raffigurante lo stemma dei Del Balzo.

    CHIESA DI SANTA MARIA DI PORTA SANTA
    Splendidamente rinascimentale e a pochi passi dalla Chiesa di Sant’Agostino è possibile visitare la Chiesa di Santa Maria Porta Santa. L’interno è composto da un’unica navata sovrastata da due cupole ottagonali e attorniato da numerose colonne con splendidi rilievi. Sempre all’interno è possibile ammirare l’altare dipinto nel XVI secolo e dedicato alla Madonna della Neve. Infine, il portale finemente scolpito.

    CHIESA DI S. DOMENICO
    La chiesa venne costruita dalla vedova di Francesco I del Balzo, Sveva Orsini, e venne lasciata in custodia ai Padri Domenicani. All’interno della sacrestia è conservato il corpo mummificato di Francesco II del Balzo e del quale si può ammirare un fantastico busto marmoreo. Maestoso il campanile in stile barocco, uno dei più alti della città.

    CHIESA DI S. FRANCESCO
    Fu una delle prime chiese che venne edificata in onore del Santo di Assisi. Venne eretta nel 1230 a soli quattro anni dalla morte di San Francesco. La chiesa sostanzialmente si presenta trecentesca, ma numerosi sono stati i cambiamenti in stile barocco. Maestosi sono i due portali in stile gotico assieme all’annesso chiostro con archi a sesto acuto. Splendido e altrettanto maestoso il campanile, costruito solo nel 1760 e composto da tre piani sovrastati da finestroni.

    CHIESA DI S. MARIA VETERE
    Il nome di questa chiesa risale, sicuramente, alla presenza di un’antica cappella nella quale veniva, anticamente venerata un’immagine della Madonna. Anche questa chiesa nasce in stile tipicamente svevo per essere rimaneggiata nel XV secolo dalla Famiglia del Balzo e poi stuccata in perfetto stile barocco. All’interno è custodito un pregevole organo settecentesco. Annesso alla chiesa, il Convento un tempo sede dei ministri provinciali dell’ordine francescano.
    Sito Web: www.parrocchiasantamariavetere.it

    CHIESA DI S. MARIA DEL CARMINE
    Edificata dai Carmelitani agli inizi del 1700, la chiesa si presenta con una facciata in stile neoclassico e con un ampio porticato. Maestosa è la scalinata che porta anche all’attiguo Seminario Diocesano, l’antico convento dei Padri Carmelitani. In passato l’attuale Seminario fu utilizzato anche come ospedale militare e attualmente è l’unica scuola di teologia e filosofia in Puglia.

    CHIESA DELLA MADONNNA DELL'ALTOMARE
    Accanto alla Chiesa del Carmine sorge la Chiesa dedicata alla Madonna dell’Altomare. Nel 1598 nello stesso luogo dove oggi sorge la Chiesa, si trovava una cisterna, identificata in seguito con la Laura di S.Sofia, nella quale cadde una bambina miracolosamente salvata dalla Madonna. La cisterna venne in seguito prosciugata e venne alla luce un’antica immagine della Vergine, risalente al periodo bizantino, ancora oggi ben visibile e venerata dalla cittadinanza.

    CHIESA DELL'ANNUNZIATA
    Secondo alcuni studiosi la chiesa risale a prima dell’anno 1000 ed è stata ricostruita solo nel 1350.
    All’interno è conservata l’immagine della Madonna della Pietà. Architettonicamente appare molto semplice, ad un sola navata che termina su un altare in stile barocco, sul quale sono scolpite immagini del Vecchio Testamento e numerosi animali fantastici ed elementi vegetali.

    CHIESA DI SAN NICOLA TRIMODIESE
    Costruita tra il XII e XIV secolo fu oggetto di cambiamenti e ampliamenti fino al XIX secolo. Numerosi sono i dipinti da ammirare all’interno della chiesa.

    SANTUARIO DELLA MADONNA DEI MIRACOLI
    Isolato rispetto al centro cittadino, il Santuario della Madonna dei Miracoli venne edificato in memoria del ritrovamento di un’antica immagine della Vergine con Bambino, dipinta nel periodo bizantino. L’attuale Santuario è sviluppato su tre livelli: partendo prima dalla grotta di S. Margherita, con uno splendido e prezioso soffitto risalente al 1886, e a seguire la chiesa intermedia, chiamata anche la Chiesa della Crocifissione, con altare e pareti finemente affrescati con immagini della Passione di Cristo. La chiesa superiore, invece, maestosa e a tre navate fu voluta, assieme all’attigua abbazia, dai Benedettini. Splendido il soffitto in legno, finemente intagliato e nel quale furono sapientemente incastonati i dipinti che ritraggono la Madonna dei Miracoli, S. Benedetto e S. Scolastica. L’altare, proveniente dall’antica e abbattuta chiesa appartenente al monastero delle Benedettine nei pressi della Cattedrale è arredato da uno splendido organo del 700 e numerose sono le tele di inestimabile valore collocate in tutta la Basilica.

    SANTUARIO DEL S.S. SALVATORE
    Edificato solo nel 1901, dove sorgeva la piccola Chiesa di S. Maria Trimoggia abbattuta nel 1776, oggi è sicuramente uno dei luoghi di culto più venerati dalla città. Numerosi sono i fedeli che accorrono a venerare l’antico dipinto di manifattura bizantina che ritrae il Cristo sofferente, coronato di spine e legato alla colonna. Attualmente è gestito e curato dai padri Dehoniani.

    PALAZZO COMUNALE
    Maestoso ed elegante il Palazzo Comunale sorge in Piazza Umberto I a pochi passi dal magnifico centro storico di Andria. Attiguo alla Chiesa di San Francesco e dunque antico convento dei Frati Francescani, venne fortemente voluto dall’Imperatore Federico II di Svevia di ritorno dalla II crociata (1230) assieme al convento degli “Osservanti” a Santa Maria Vetere. L’antica costruzione terminata nel 1364 presentava due chiostri, uno dei quali attualmente restaurato e attiguo alla Chiesa di S. Francesco. Nel 1813 con la soppressione di tutti i Conventi, fortemente voluta dal regno delle due Sicilie, il Convento subì numerosi cambiamenti e in seguito venne scelto come sede del Palazzo di Città.

    LAURE BASILIANE
    Andria è ricchissima di grotte, molte di queste sono collocate fuori dalle vecchie mura. Si tratta, soprattutto, di insediamenti basiliani risalenti al VIII - IX sec. d. C. e sono scavate nel tufo, tipica pietra pugliese. La più famosa è sicuramente quella di Santa Croce. Si tratta di una cripta a tre piccole navate con pilastri in tufo e con pareti sulle quali spiccano ancora le tracce di numerosi affreschi bizantini. Un’altra laura completamente scavata nel tufo e altrettanto bella è indubbiamente quella di Gesù Misericordia, nella quale è ritratto il volto di Gesù Cristo.
      

    PORTA SANT'ANDREA
    La porta che permetteva l’accesso all’antico rione- grotte, completamente distrutto venne ricostruita in onore di Federico II di Svevia di ritorno dalla II crociata. Porta Santa Andrea o anche chiamata Porta di Federico è molto semplice nella sua struttura architettonica e sulla stessa è scolpita la famosa promessa di fedeltà del popolo andriese all’Imperatore di Svevia: “Andria Fidelis, nostris affixa meddullis…”.
      

    PALAZZO DUCALE
    Maestosa e regale è l’antica dimora dei duchi e conti di Andria. Il palazzo si affaccia su P.za Vittorio Emanuele II, meglio conosciuta dagli andriesi come P.za Catuma e percorre tutta la splendida Via Vaglio fino quasi a P.za Duomo. Durante i secoli ha subito numerosi ampliamenti e restauri, ma ancora oggi la tradizione racconta che al posto del Palazzo Ducale sorgeva un tempo un castello a pianta quadrata con quatto torri.
      

    MUSEO DIOCESANO
    Vicinissimo a Palazzo Ducale, nel Palazzo Vescovile è possibile visitare questo straordinario museo, nel quale sono esposti numerosi dipinti, statue e argenti di inestimabile valore: un dipinto duecentesco che ritrae la Madonna con Bambino, un Crocifisso appartenete alla scuola spagnola e risalente al 1200 e infine due dipinti di stile rinascimentale appartenenti al pittore Tuccio D’Andria che ritraggono l’uno la Vergine e l’altro il Cristo benedicente la Città.

    TORRE DELL'OROLOGIO
    In pieno centro storico accanto all’enigmatica Chiesa di Mater Gratiae sorge un campanile, probabilmente eretto nell’epoca in cui regnavano in città i Del Balzo. Sulla facciata è posto un antico orologio, composto di mattoni in terracotta smaltati di bianco e colorati da diversi ornamenti.


  • Masserie

  • MASSERIA TROIANELLI
    L’antica Masseria sorge sulla strada che porta al santuario del SS. Salvatore. Viene anche chiamata Bosco Troianelli e nell’ ottocento faceva parte dell’immenso patrimonio della Famiglia Spagnoletti Zeuli. È composta essenzialmente da due parti separate: un antico stabile a pianta rettangolare che ricorda nello stile architettonico un castello e l’altra parte con un ampio cortile e numerosi e ampi locali con altissimi soffitti utilizzati per l’allevamento del bestiame.

    MASSERIA TORRICCIOLA
    Situata in una zona in cui sorgono numerose grotte scavate nel tufo, sulla strada che va dal Santuario della Madonna dei Miracoli a Canne della Battaglia, sorge questa splendida Masseria. Immensa, con circa trecento ambienti è situata su due livelli, con una parte più antica dove è possibile ancora scorgere gli antichi ovili e una parte più recente con alcuni ovili trasformati in frantoi- ipogei, quando il territorio venne trasformato dalle colture della vite e dell’olivo.

    MASSERIA TORRE DI BOCCA
    Sorge sull’antica Via Appia Traiana in direzione Minervino-Barletta ed è composta da numerose costruzioni costruite in tempi diversi. Da visitare il frantoio, la cantina, le stalle e gli alloggi del personale assegnato ad assolvere i lavori nella Masseria. Splendida la residenza padronale e la chiesetta con la cappella annessa.




  • Territorio

  • Il territorio andriese è ricchissimo di antiche masserie e ville, alcune finemente ristrutturate diventate anche strutture ricettive. Siamo nel cuore della Murgia Barese e numerose sono le distese di uliveti e vigneti, che contribuiscono anche allo sviluppo dell’economia locale. Non mancano i frutteti, i mandorleti e gli estesi campi di grano che donano al territorio immensi raccolti. Facilmente vengono avvistati numerosi rapaci, come aquile e falchi. Presenti anche numerose specie di animali selvatici come il gatto della Murgia, raro esemplare di razza felina, e volpi. Il Bosco Finizio, infine, con i suoi 220 ettari di macchia mediterranea è uno dei luoghi più suggestivi del territorio dove è possibile passeggiare in tutta tranquillità e completamente immersi nella natura.




  • Feste religiose

  • FESTA PATRONALE: in onore del Santo Patrono (S. Riccardo) si festeggia la terza settimana di settembre (sabato, domenica e lunedì). La statua del Santo Patrono viene portata in processione per tutta la città e numerosi sono gli eventi culturali che si accompagnano a questa festa. Bella e colorata è anche la fiera che si snoda lungo tutto Corso Cavour.
    PROCESSIONE DEI MISTERI: si svolge il venerdì santo e assieme alle splendide statue che raffigurano la passione del Cristo, viene portata in processione anche la Sacra Spina della Corona di Cristo che venne data in dote a Beatrice d’Angiò sposa del Conte Bertrardo del Balzo e donata alla città. In coincidenza del Venerdì Santo con l’Annunciazione (25 marzo) tutta la cittadinanza e non solo si riuniscono nella cattedrale in attesa del miracolo, la Sacra Spina sembra infatti sanguinare in coincidenza di questa data.
    PROCESSIONE DELLA SS. MARIA DELL’ALTOMARE: ha luogo il primo martedì della Pentecoste.
    FESTA DEL SS. SALVATORE: si svolge il 6 Agosto presso l’omonimo Santuario.
    FESTA DI SANTA LUCIA: il 13 dicembre in onore della Santa si svolge una singolare processione notturna che si svolge in aperta campagna presso Contrada S. Lucia.


  • Fiere e mercati

  • FIERA D’APRILE( dal 23 al 30 Aprile): la fiera nasce anticamente per festeggiare i nuovi raccolti e principalmente per rendere omaggio all’agricoltura. Attualmente numerose sono le manifestazioni culturali e gastronomiche che si svolgono in città. Si svolgono spettacoli teatrali e musicali che sottolineano la forte affinità con le altre culture mediterranee, mostre, esposizioni dell’artigianato locale e dell’antiquariato, assieme a numerose rassegne che invitano alla degustazione dei prodotti tipici locali e dell’agricoltura. In occasione della Fiera d’Aprile si svolge anche il Premio Internazionale “Bioil”, rassegna internazionale che premia il migliore olio extra vergine d’oliva biologico.
    MERCATO SETTIMANALE, Lunedì.


  • Manifestazioni

  • FESTIVAL CASTEL DEI MONDI: si svolge nel periodo estivo, nel mese di luglio. Numerose sono le manifestazioni culturali presso il Castel del Monte e nei luoghi più suggestivi della città.
    CORTEO FEDERICIANO: nel mese di settembre si snoda per tutto il centro storico lo splendido Corteo medievale in onore dell’Imperatore Federico II di Svevia. Suggestivo corteo, che ripercorre tutta la storia Sveva nella Città.
    QOCO, UN FILO D'OLIO NEL PIATTO: si svolge nel mese Ottobre e vede a confronto numerose realtà gastronomiche e culturali. Si tratta, in realtà, di un concorso internazionale per giovani cuochi del Mediterraneo. Il fine della rassegna è sicuramente l’esaltazione dell’olio extra vergine d’oliva e della genuina cucina mediterranea.




    La cucina andriese è sicuramente un’esplosione di colori e sapori. È legata ai prodotti dell’agricoltura locale e in particolare all’ottimo olio extra vergine d’oliva. La pasta ancora fatta a mano come le squisite orecchiette, gli strascinati e i cavatelli vengono prodotti con farine diverse come quella di grano duro, integrale e di grano arso, accompagnante con squisiti ragù di cavallo o con le cime di rape. Ottime le carni, quella di cavallo, in particolare, con il quale si fanno squisiti involtini o anche affumicata e condita semplicemente con semi di finocchio e sale. Numerosi gli ortaggi che compongono la cucina andriese, squisite le cicorie selvatiche accompagnate al purè di fave o le cime di rapa servite semplicemente come contorno o cucinate con il pane raffermo e condite con un superbo olio extra vergine d’oliva.
    I formaggi, poi, come la burrata e la mozzarella sono sicuramente un vanto della cucina andriese, assieme alla squisita ricotta e bocconcini con la panna. Deliziose e fragranti le focacce condite con solo pomodoro, origano, aglio e olio oppure farcite di olive e cipolle, assieme ai panzerotti fritti. I taralli, poi un gustoso snack a volte sostitutivo del pane è prodotto in vari gusti, come alla cipolla o con semplici semi di finocchio o al pomodoro. I dolci, poi non sono da meno, tantissimi quelli prodotti nel periodo natalizio a base di pasta di mandorle o fritti e ricoperti di “vino cotto”, come le rose o i “calzengidde”. Ottimi i gelati di produzione artigianale come il “tre nocelle”, una cialda ricoperta di cioccolato e farcita con ottimo gelato alla nocciola nel quale vengono introdotte tre piccole nocciole, e ancora il “mezzo pezzo” una cassata sempre a base di gelato alla nocciola, cioccolato e panna. Infine il dolce tipico del carnevale andriese i famosi tenerelli, dei piccoli confetti ricoperti di zucchero con il cuore di nocciola o di mandorla o di chicchi di caffè o di canditi o anche con limoncello o semplice liquore. Tutte queste bontà sono quasi sempre accompagnate da superbi vini rossi, bianchi, rosati D.O.C. di produzione locale.
      



    IN MACCHINA:
    SS 98 o Statale 16 Bis (da Trani).
    Autostrada A14 Bologna-Taranto.
    Autostrada A16 Napoli-Bari.

    IN TRENO:
    Ferrovie dello stato: Milano-Lecce, Roma–Lecce(Stazione: Trani o Barletta).
    Ferrotranviaria Bari–Nord.

    IN PULMANN:
    S.I.T.A. (collegamenti regionali)
    Marozzi (Roma–Firenze).
    Marino (Milano – Torino – Napoli).
    S.A.P.S. (Firenze – Siena – Perugia)

    IN AEREO:
    Aeroporto Bari-Palese km.50

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